Agosta

Agosta_borgo antico

Come arrivare
Da Roma: Autostrada A 24 Roma-L'Aquila uscita Vicovaro- Mandela. Imboccare la SS 5 Tiburtina in direzione Subiaco e dopo circa 9.7 Km imboccare la Sublacense. per 6 km. Con autolinee [...]

Agosta

Un forte legame con la storia Agosta si trova nella Valle del Fiume Aniene, alle falde dei Monti Simbruini. Intorno sembra protetto dagli acquedotti costruiti nel periodo dell'Impero che ebbero il vitale compito di recare l'acqua dal fiume a Roma. Di quel lungo periodo di conquiste e costruzioni, guerre e vittorie, l'antica Roma spedì ad Agosta in versione vacanziera anche  Nerone, e da queste parti passò, quasi alla ricerca della giusta ispirazione, lo scrittore e saggista letterario Plinio il Vecchio. Agosta, come tanti paesi della zona, è stata una colonia degli Equi per poi passare sotto Roma e diventare, poi, feudo del Monastero di Subiaco. L'origine del nome è dovuto all'acqua, qualsiasi teoria sia vera. Una scuola di pensiero riferisce che Agosta derivi da Cesare Augusto Ottaviano, uno dei più rilevanti imperatori dell'antica Roma, tanto che la sorgente venne chiamata Fons Augusta, inserita nell'Acquedotto Marcio, già operativo e sistemato a 800 metri, con lo scopo di far fronte ai momenti di calura e siccità. Un'altra soluzione, del Fabretti, vissuto alla fine del 1600, indicherebbe la provenienza da Aqua Hausta ossia attinta, in riferimento agli acquedotti costruiti in zona, che portavano l'acqua a Roma, città in continua espansione quindi bisognosa. Chi ancora dice che il nome odierno derivi da Ad Aquas, cioè presso le acque, pensando alle sorgenti che portavano il bene prezioso in superficie con grande energia. Un'altra tesi riferisce di una malinconica principessa, che si chiava Augusta o Fausta, che il padre chiuse in una delle torri del castello perché non voleva concederla in sposa a un ragazzo di un'altra fazione politica differente dalla sua. Dalla sconfitta degli Equi fino alla caduta dell'Impero d'Occidente (476) i paesi della Valle dell'Aniene sono sempre stati legati a Roma, sia per le grandi opere, come quelle idriche, sia quando le cose andavano meno bene. Finito il potere di Roma gli acquedotti andarono a male, vennero abbandonati: il resto lo fecero i Barbari, che uccidevano e distruggevano tutto ciò che c'era di utile. Gli abitanti della Valle dell'Aniene si rifugiarono sulle colline dove sorsero i primi paesi ancora oggi esistenti. Chi raccolse i popoli disperi e incoraggiò alla preghiera e al lavoro fu Benedetto da Norcia, che coniò l'adagio "Ora (prega) et labora". Con loro i residenti della valle tornarono a coltivare i campi e impararono dal futuro San Benedetto il lavoro da fare sulla vite e sull'ulivo. Subiaco, dopo Roma, divenne il centro del mondo cristiano, autentico caposaldo, nella storia della fede. Da ricordare che Agosta fu servita dalla ferrovia dal 31 dicembre 1900 al 1941 perché i binari furono smontati e portati in Africa, per costruire una ferrovia sotto la dittatura fascista, da destinare alla Tripolitania, terreno appartenente alla Libia, colonia italiana. Per andare a Roma da quel momento si impiegò il bus. Agosta è famosa dall'antichità per l'acqua ma anche in tempi più recenti si è distinta: nel 1913 venne costruito il primo acquedotto comunale, che alimentava solo tre case private e due fontane pubbliche, alle quali la popolazione si rivolgeva per attingere l'acqua. Le fontane erano quella di Castello e quella del Rione La Porta. Fino a quel momento la storia narra che le donne dovessero Forti sono i legami con le tradizioni. A cominciare dalla festa di Sant'Antonio Abate nella seconda domenica che succede all'Epifania, con la processione e la benedizione degli animali. Nel periodo pasquale, il Venerdì Santo, viene ricordata la morte di Gesù con una solenne processione che si consuma nelle vie di Agosta con il Cristo morto seguito dalla statua di legno della Madonna del Passo che viene vestita a lutto. La festa di Sant'Emidio fu istituita nel 1915 dopo il terremoto che nella Marsica distrusse Avezzano e provocò morti e danni nei paesi che ci sono tra l'Abruzzo e il Lazio; vennero danneggiate case e strutture ma non ci furono morti, ad Agosta. Che, fino al 2004, festeggiava con l'immagine del santo, protettore dai terremoti, nella prima domenica dopo l'Epifania. Dal 2005 questa festa è stata collocata nel giorno del 5 agosto. Nello stesso mese, il 14 e il 15, ce ne sono addirittura due, di processioni, nelle quali le due confraternite partono dalla Chiesa dell'Assunta, prendono due strade differenti per ritrovarsi a piazza San Nicola. Dove avviene l'Inchinata al grido di "Misericordia!". Una cosa suggestiva e particolare, molto sentita. Che prende il nome di Festa dell'Inchinata. Il santo patrono, Sant'Agostino, è ricordato e ossequiato il 27 e il 28 agosto, con la processione del busto del santo per tutto il paese, che in dialetto si dice "I Bustu". Con l'estate che ancora deve finire, il 7 e l'8 settembre Agosta vive la Festa della Natività di Maria Santissima, con la processione dell'immagine della Madonna del Passo, che da queste parti è tenuta in grandissima considerazione e viene molto venerata. Di fatto è una festa che prosegue anche nella domenica successiva, per la celebrazione del "Nome di Maria". Da ricordare, per le sagre, quella della rana ogni secondo week-end di agosto, e quella del fagiolo Regina, corredate entrambe da vino, birra, stand gastronomici, un mercato artigianale e la serata in musica con una gara di ballo e premi per le migliori coppie.

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Augusta sull’acquedotto della Marcia

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Chiesa di Santa Maria Assunta

Già cappella dell'antico castello, la Chiesa di Santa Maria Assunta [...]

Interno del Santuario della Madonna del passo ad Agosta

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Santuario della Madonna del Passo

Situato lungo la via Sublacense, il santuario deriverebbe il suo [...]