Artena

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Artena

Il fascino di una storia arrivata ai nostri giorni

Artena è un paese che affascina il visitatore al primo impatto: chi si avvicina dalla strada vede questo antico borgo medievale annodato su un piccolo monte, che dall'alto domina la pianura sottostante.

Situato a meno di 60 chilometri da Roma, è l'ultimo o il primo (a seconda del punto da dove guardiamo) dei Monti Lepini che con la sua posizione domina tutta la vallata del fiume Sacco, la valle Latina. La sua storia è tra le più travagliate e inizia molto presto. Infatti le prime testimonianze di un complesso urbano nel territorio di Artena cominciano nell'VIII sec. a.C. nella sua zona più alta conosciuta oggi come Piana della Civita, dove è sorta la prima acropoli: di questa, tuttavia, non si hanno molte notizie anche se archeologi da tutta Europa hanno tentato campagne di scavi nell'Ottocento e nel Novecento individuando di volta in volta città diverse. Nell'Alto Medioevo la città, chiamata Montefortino, venne venduta dalla famiglia Conti ai Colonna, sotto il cui dominio venne distrutta ben tre volte, l'ultima delle quali nel 1557, ad opera di papa Paolo IV Carafa. Il pontefice era in guerra con gli spagnoli di Carlo V ospitati in quei luoghi; l'assediò per mesi e, una volta presa, la distrusse fin nelle fondamenta e diede ordine che venisse arata e seminata con il sale affinché nulla vi crescesse mai più. Gli uomini vennero tutti uccisi, mentre le donne e i bambini furono mandati raminghi nelle città vicine, perseguitati dalla bolla papale che permetteva l'omicidio degli abitanti di Montefortino senza che ci fossero conseguenze. Solo due anni dopo, con il nuovo papa, Montefortino venne ricostruita e agli abitanti fu permesso di tornare, inoltre vennero chiamati cinquanta tra i migliori scalpellini lombardi, così il paese vecchio di Artena mostra ancora oggi una disposizione urbanistica estremamente all'avanguardia per quei tempi. Nel '600 la città fu comprata dal cardinale Scipione Borghese, sotto la cui egida rinacque, in quanto la dotò di nuove strutture tra cui la più grande osteria della regione, e assunse l'aspetto che vediamo ancora oggi. Nel 1873, sempre sotto i Borghese, la città cambiò nome, in quanto ancora si portava dietro la triste fama di paese di assassini affibbiatagli dal decreto papale, e la sua nomea criminale aveva travalicato i confini nazionali, anche se i briganti ad Artena non vi erano mai stati e la criminalità era dovuta alla miseria diffusa. A testimonianza di questa storia complessa rimangono il Palazzo Borghese costruito nel 1615, in cui vi era la celebre Medusa del Bernini e la vasca dove Paolina Bonaparte, moglie di Camillo Borghese, si dice facesse il bagno nel latte di capra. Oltre a questo sono apprezzati dal forestiero, dallo studioso, dall'appassionato, l'Arco Borghese, la monumentale porta del centro storico e lo stesso centro storico, che fatto di vicoli e viuzze, si dice essere il borgo antico non carrozzabile più vasto d'Europa. Dove ancora oggi tutti i trasporti vengono effettuati a dorso di mulo. Culturalmente il paese è molto vivo, soprattutto nell'ambito delle manifestazioni folcloristiche che prendono il via a maggio, quando da oltre 280 anni si festeggia la Madonna delle Grazie con una processione che richiama per la caratteristica dei Cristi Fiorati migliaia di persone. Poi a luglio il centro storico si anima, in tutti i week-end con il Live Art, organizzato dai giovani di Artena, mentre ad agosto il parco di Villa Borghese, uno straordinario polmone verde alle falde dell'antico paese, è il teatro di una singolar tenzone fra le dieci principali contrade della città: Il Palio delle Contrade, costituito da gare di giochi ma anche di situazioni quotidiane come la conca e la battitura del grano. Ed è visitato da migliaia di persone non solo di Artena ma anche che provengono da lontano, da tutta la regione e non. E' una festa di colori, della gente del popolo, e della passione di chi prende parte alla sfida alle altre contrade.

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