Carpineto Romano

Come arrivare
Da Roma: A1 in direzione Napoli, uscita Anagni SS 155r verso Carpineto Romano SP Via Carpinetana est   [...]

Carpineto Romano

Carpineto Romano, nel cuore dei Monti Lepini

Carpineto Romano è circondato da catene montuose su cui svetta il monte Semprevisa, ed è sistemato appena dentro alla provincia di Roma, ai confini con quelle di Latina e Frosinone,  nel cuore dei Monti Lepini.

Secondo la leggenda Carpineto sarebbe stata fondata da Carpeto Silvio, un discendente di Enea, ma il toponimo va sicuramente fatto ascendere alla folta presenza dei carpini nei boschi della zona. E' certo che fin dall'età della pietra la zona fu abitata: tracce in tal senso sono state trovate negli “ousi”, come vengono chiamate le caverne che si aprono nella Montagna della Foresta su cui sorge il centro abitato. La zona fu abitata anticamente dai Volsci, i Romani la frequentarono, ma il borgo fu fondato intorno all'anno 1000. Ne dà notizia una scrittura secondo cui un certo Raniero Anagnino  nel 1077 diede il castello di Carpineto al monastero di Villamagna. Nel 1299 i Caetani, famiglia del pontefice anagnino Bonifacio VIII, se ne impossessarono a loro volta, pochi anni dopo la scomparsa di questo papa.  Carpineto passò nelle mani dei Conti di Segni poi altre famiglie della nobiltà laziale possedettero il feudo di Carpineto, fino a quando, alla fine del XVI secolo, fu acquistato dal cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII. Donna Olimpia Aldobrandini, sorella del cardinal Pietro, ne fece un ducato, accorpando i territori dei vicini comuni di Montelanico, Gorga, Gavignano e Maenza, il cosiddetto“bello Stato”; e diede lustro alla cittadina, attirandovi nientemeno che il Caravaggio. La Chiesa di San Pietro Apostolo custodisce il San Pietro in meditazione, ma anche altri artisti abbellirono altre chiese cittadine, con le loro opere. Durante l'invasione francese Carpineto entrò, come tutto il Lazio, nel Primo Impero Francese e proprio nel 1807 nacque Gioacchino Pecci, destinato al soglio pontificio. Risale a quell'epoca la nascita e la diffusione del brigantaggio nella zona, che sopravvisse fino agli albori del Novecento. Nel 1872 Carpineto cambia denominazione in Carpineto Romano e nel 1878 Gioacchino Pecci divenne Papa con il nome di Leone XIII. L'artefice della famosa enciclica “Rerum Novarum”, la prima a sfondo sociale nella storia della Chiesa, non si dimenticò del centro di origine che ebbe un nuovo rilancio, attraverso la costruzione di opere pubbliche. La Seconda Guerra Mondiale  portò devastazioni e morte ad opera soprattutto delle truppe coloniali francesi, i cui soprusi sono ancora ricordati dagli anziani. Recandosi a Carpineto Romano è d'obbligo visitare il Palazzo Aldobrandini, che fu per secoli il cuore del borgo e che ospita un interessantissimo museo; l'ex Chiesa di San Nicola raccoglie i cimeli di Leone XIII, tra cui la penna con cui firmò l'enciclica “Rerum Novarum”. La Chiesa di San Giacomo ospita a sua volta una raccolta di materiali di  arte sacra e  il museo “Le Capanne”,  dedicato alla civiltà agricola e pastorale dei Monti Lepini. Il periodo migliore per andare a Carpineto Romano è quello a cavallo tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, quandi si celebra il  al famoso “Palio della Carriera”, che rievoca i tempi del “bello Stato” di Donna Olimpia Aldobrandini  e che vede in lizza i cavalieri delle contrade del borgo divise in  "Dammonte" (San Pietro, Jo Lago, Jo Casteglio) e "Dabballe" (San Giacomo, Jo Moro, Sant'Agostino, Jo Curso), che si fronteggiano in una corsa dei cavalli all'anello. Al “Palio della Carriera” fanno da corollario numerose altre manifestazioni a sfondo culturale, artistico, gastronomico. E se si vuole sfuggire alla confusione e immergersi nella natura, i boschi che circondano Carpineto Romano sono una sede ideale.

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Palio della Carriera

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