Gorga

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Gorga

 Una pastorella nei boschi

Dalla sommità del monte Volpinara Gorga domina la valle del Sacco. Il piccolo centro che conta 800 abitanti  dà subito una sensazione di pacifico isolamento, situazione voluta proprio dai primi abitanti che fecero sorgere il borgo in epoca medioevale sia per difendersi dalla malaria che dalle invasioni nemiche.

Secondo la tradizione  il suo nome deriva da quello del componente di un'antica famiglia nobile, quella dei Gorga, che aveva interessi nel territorio, mentre secondo altre fonti avrebbe origine dal latino “gurges”, inteso come gorgo, vortice, corrente impetuosa. Il ritrovamento di utensili lìtici appartenenti al periodo del Musteriano dimostra che il territorio sia stato già popolato in epoca preistorica. I resti di antiche ville romane alle pendici dei Monti Lepini tra cui la più celebre è quella di Villamagna, residenza di caccia di Pompeo Magno e soprattutto dell'imperatore Marco Aurelio, indicano come anche ai tempi dell'antica Roma la zona fosse frequentata soprattutto nel periodo estivo. Tuttavia il  borgo vero e proprio  nacque  circa nell'XI secolo come testimonia una bolla di papa Urbano II nell'anno 1088, in cui specificherà la sua appartenenza alla diocesi di Anagni. Gorga ha sempre seguito le sorti di Anagni fino a diventarne parte del territorio  attraverso una bolla firmata da papa Bonifacio VIII nell'anno 1297. Successivamente Gorga finì sotto il dominio della  famiglia Conti e tale situazione ebbe fine solo  grazie a Papa Leone X, che la donò come feudo alla famiglia dei Doria Pamphilj nel XVII secolo. Gorga deve alla famiglia Pamphilj l'istituzione del primo "Magistero di scuola" nonchè l'edificazione della chiesa di Santa Maria. Dal punto di vista storico alcune famiglie nobili gorgane si sono distinte nei secoli, e tra queste spiccano i Pasquali, i Santucci e i Fioramonti; di questi ultimi è ancora oggi visibile l'antico palazzo di costruzione seicentesca. Il nome di Gorga diventa però noto alle cronache italiane grazie al Cardinale Vincenzo Santucci, che cercò vanamente nel 1870 di appoggiare Cavour nel suo tentativo di conciliazione tra Stato e Chiesa, trovando, però, l'opposizione intransigente del Pontefice Pio IX. Tra le attrazioni che  Gorga offre ai suoi cittadini e ai suoi turisti, oltre alla bellezza del territorio i cui boschi infondono un senso di pace e di serenità, merita il giusto rilievo la fontana chiamata "La pastorella", realizzata dal morolano Ernesto Biondi, in occasione della costruzione dell'acquedotto che ha consentito di portare l'acqua a tutta la popolazione. Il nome deriva da una piccola pastorella vestita con i tradizionali abiti ciociari, intenta a pascolare le capre; una figura che sovrasta la fontana, la cui struttura ricorda le grotte e gli anfratti locali. Da visitare sono le  tre chiese, un numero notevole in rapporto alla sua popolazione: esse sono dedicate a San Michele Arcangelo, a Santa Maria Assunta e alla Santissima Vergine del Rosario. Il patrono è San Domenico, ricordato e benedetto dai gorgani tutti gli anni. il 4 agosto.

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