Grottaferrata

Come arrivare
  Da Roma: GRA uscita Anagnina in direzione Grottaferrata [...]

Grottaferrata

Un lungo legame con il mondo greco-bizantino

Fin dal momento in cui si mette piede in corso del Popolo, che taglia verticalmente il borgo per l'intera lunghezza, quella che dovrebbe essere una passeggiata come le altre, si trasforma in un pellegrinaggio verso una delle meraviglie dei Castelli Romani: l'abbazia italo-greca di San Nilo, il cui nome sarebbe Santa Maria di Grottaferrata, ma di fatto la denominazione che si rifà all'abate greco-bizantino Nilo da Rossano, che la fondò nel 1004, è l'unica in uso.

Camminando lungo la via, si arriva al portale d'ingresso, dal quale è possibile osservare le mura. Una volta dentro, si viene investiti da un senso di pace, lo stessa della quale giovarono i cittadini rifugiatisi nell'Abbazia durante i bombardamenti del 1944, che per fortuna la risparmiarono. Autentica perla  è la chiesa abbaziale, dove si celebra la messa con rito greco-ortodosso. Il nartece e la facciata esterna sono in stile romanico con tratti dal gusto arabo mentre l'interno è barocco, sede degli affreschi del Domenichino e della maestosa iconostasi del Bernini. Il monastero adiacente ospita una biblioteca di testi bizantini e di quel laboratorio di restauro del libro antico che ha reso Grottaferrata celebre in tutto il mondo come “Città del Libro”. Proseguendo lungo le vie, ci si rende conto che l'abbazia non è l'unico legame tra Grottaferrata ed il mondo greco. Dietro lo splendido palazzo Santovetti, sorge il parco di Patmos, dal nome dell'isola greca con la quale la città è gemellata, al cui interno si respira la stessa atmosfera serena che impregna l'interno dell'abbazia, una caratteristica che rende Grottaferrata un luogo ameno e bucolico. Chi giunge a Grottaferrata da via Anagnina viene accolto dai banchetti di vino e porchetta. Ce ne sono diversi, disseminati lungo il parcheggio alle porte della città e sono'ideale per consumare uno spuntino prima di addentrarsi nelle vie della città. Compiuto il giro completo del borgo, ci si accorge che gli stessi banchetti si trovano anche all'altro capo della città. Non bisogna meravigliarsi: si tratta pur sempre dei Castelli Romani, e si sa che l'arte culinaria è quella più praticata, da queste parti. Per i palati più raffinati, nel centro storico non mancano certo le trattorie, rese inconfondibili dalle mattonelle colorate solitamente poste all'entrata. Se ne vedono molte anche agli angoli delle strade, per segnalare i nomi delle vie. È la prima impressione che Grottaferrata offre ai forestieri.

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Lo scorso venerdi' 13 febbraio, alle ore 18,00, nella sede del centro socio culturale di Grottaferrata, in via dei Castani 1, P. Michel Van Parys, Egumeno del Monastero Esarchico di S. Maria di Grottaferrata, e il dr. Franco Portelli, presidente del Centro socio culturale di Grottaferrata, hanno presentato "5 sabati [...]

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