Marano Equo

Come arrivare
  Da Roma: A24 uscita Vicovaro-Mandela SS5 Tiburtina direzione Subiaco per 9,7 km SS411 Sublacense per 3,8 km SP43a per 1,3 km [...]

Marano Equo

Acque e acquedotti

Marano Equo è uno dei paesi più piccoli della zona orientale della Provincia di Roma. Parliamo di altitudine da collina. E' incastonato in un duplice panorama che porta il visitatore verso un'apprezzabile quiete. Da una parte la dorsale dei Monti Ruffi, a ovest, dall'altra una ripida discesa sulla Valle dell'Aniene confinando con i boschi del versante occidentale dei Monti Simbruini. Come tutti i paesi della zona, ha sempre avuto un buon rapporto con la cristianità, testimoniato dalla Chiesa di San Biagio, patrono del paese, che i cittadini di Marano Equo festeggiano il 3 di febbraio, con un'apposita e sentita festa. Quindi la Chiesa della Madonna della Pietà, anch'essa a misura d'uomo, con un senso di mistico ma anche di invidiabile serenità. Da seguire con buon interesse la Festa della Madonna della Quercia, nel periodo estivo, il 5 di agosto, e la festa di San Rocco, il 16 dello stesso mese. La storia lontana racconta di una lunga guerra con la Lega Latina prima di essere conquistato dai Romani, che ne distribuivano i possedimenti ai più alto in grado, tra i militari dell'Impero. Ma l'antica Roma è ben ricordata per le infrastrutture dell'epoca, tra cui il deciso prolungamento della Via Tiburtina oltre Tivoli, dove si fermava, nell'antichità; il traguardo dichiarato era quello di portare l'attuale Tiburtina Valeria oltre il Lago del Fucino. Ancora oggi la via che parte dai pressi della stazione ferroviaria Termini, da Porta San Lorenzo, in sostanza, è uno snodo essenziale, come alternativa alla Roma-L'Aquila o come uscita naturale dai diversi caselli. La volle mettere in opera il console romano Marco Valerio Massimo, al fine di impiegare e ottimizzare la tanta acqua presente nelle molteplici aree. Dopo la caduta dell'Impero Romano ciò che restava degli acquedotti fu distrutto dai Barbari, e, nell'XI secolo Marano Equo divenne feudo della famiglia Crescenzi. Quindi fu pertinenza dell'Abate di Subiaco Giovanni. Fu costruito un castello che nel XIII secolo ebbe quali proprietari i vescovi di Tivoli per poi tornare sotto Subiaco e il suo abate, Bartolomeo durante il 1300. Dal 1456 in avanti, al sacro soglio c'era Papa Callisto III, il cardinale Rodrigo Borgia che gestiva per conto del potere temporale il maniero, ne fece omaggio alla sua famiglia, nota per la potenza economica diffusa. Tutto ciò fino al 1753 quando la Santa Sede rimise tutto sotto la propria ala amministratrice tramite il Buon Governo. In mezzo il castello passò dai Borgia ai Colonna, ai Caffarelli Borghese fino ai Barberini. Questo paese dall'aspetto discreto è conosciuto e considerato per le acque, minerali e naturali, che arrivano in grandi ed efficaci quantità nella zona collinosa, e il valore delle fonti e del fattore acqua ha avuto una grande rilevanza dai tempi dell'antica Roma.  I sapori della cucina tipica di un paese di collina, si possono gustare il 15 agosto alla Sagra della Bruschetta.

Cosa c'è da vedere

Arte

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