Monterotondo

Come arrivare
  Da Roma: GRA, uscita Via Salaria per 19,6 km poi via Nomentana per 1,7 km   [...]

Monterotondo

L'antica Eretum Quando storia e tradizione si fondono in un comune, a Monterotondo si respira forte il particolare connubio. Le sorti dell'Italia sono passate per il comune alle porte di Roma e passeggiando per il centro storico se ne vedono ancora i segni e le testimonianze. Storie importanti, che redono particolari e affascinanti gli angoli dell'antica città sabina Eretum, da cui discende l'odierna Monterotondo, che ha nobili ed antichissime origini, antecedenti addirittura a Roma stessa. Tanto che è citata da Virgilio come una delle città sabine con cui Enea si scontrò. Dopo la fondazione di Roma fu teatro di grandi battaglie tra i Romani e i Sabini.Dal XIII secolo la storia di Monterotondo è legata a quella delle famiglie nobili romane che ne ebbero la signoria: dagli Orsini ai Barberini. La famiglia Orsini ebbe nella sua storia due papi: Celestino III, Giacinto Orsini, e Nicolò III, fratello di quel Rinaldo dal quale discendono Orso Orsini e gli Orsini di Monterotondo, appunto. Ma il ramo eretino della nobile famiglia conobbe il massimo splendore quando Clarice Orsini sposò Lorenzo Il Magnifico, protagonista del Rinascimento. Tra il Cinquecento ed il Seicento Monterotondo passò, invece, ai Barberini, che ne ottennero l'elevazione a ducato, avviando una serie di trasformazioni urbanistiche, con l'edificazione del Duomo, intitolato a Maria Maddalena, e la strada di collegamento tra Piazza del Popolo e Piazza del Duomo. Successivamente Monterotondo viene acquistato dalla famiglia genovese dei Grillo, cui si deve la Traversa di Ponte del Grillo, a valle di Monterotondo tra le vie Salaria e Tiberina, ancora oggi ottima strada di collegamento tra le due sponde del Tevere e di snodo commerciale. Proprio questa posizione strategica di Monterotondo, che domina la Valle del Tevere, ha fatto del borgo storico della cittadina una roccaforte che nelle varie epoche storiche in parecchi si sono combattuti e lottati aspramente. Da visitare, oltre i “luoghi” della storia d'Italia, sicuramente c'è l'imponente basilica di Santa Maria Maddalena con le sue tele ed i suoi affreschi. Dal Barocco si passa allo stile romanico con il convento dei Frati Minori e della chiesa dei Cappuccini, costruita su un'unica navata con le cappelle laterali che mostrano le statue dei santi. Anche il convento porta i segni della storia d'Italia, con una scheggiatura sul portale dovuta ad una cannonata dei “papalini” contro Garibaldi, che in quei locali aveva posizionato il suo quartier generale. Una visita la meritano sicuramente i giardini del convento come anche la chiesa della Madonna delle Grazie e quella di San Rocco. Nel centro storico di Monterotondo le fasi della sua edificazione sono ben distinte, l'una dall'altra: quella medioevale, in cui gli edifici tendono a ruotare lungo il pendio del Monte della Ginestra, e quella rinascimentale di via Cavour. La rocca, oggi palazzo comunale, venne nel Cinquecento adattata dagli Orsini al gusto rinascimentale. Di notevole interesse il portale che orna l'ingresso del castello ed il vaso della cisterna in un piccolo cortile interno, con lo stemma papale mediceo e quello degli Orsini. Dal grande cortile circondato da colonne ottagonali, attraverso la scala si giunge al primo piano decorato con affreschi cinquecenteschi. Le stanze intatte, però, sono solo quattro, tra cui la seconda sala con gli affreschi di Girolamo Siciolante da Sermoneta, rappresentanti episodi del mito di Adone e le divinità raffaellesche. Nella terza sala, opera del fiammingo Paul Brill, si trova una veduta di Monterotondo, con altri paesaggi e scene di caccia. Mentre nell'ultima sala, sul soffitto "a botte" compaiono degli apprezzabili decori sul tema amore e tempo. Nella chiesa del Duomo si trovano tele di Maratta e Crescenzi ed un bel soffitto di Pistrini. Mentre la chiesa Santa Maria delle Grazie ospita uno dei monumenti più belli del Quattrocento in onore di Giordano Orsini. Per i monterotondesi non c'è una classifica di rilevanza, per le chiese e per i monumenti di devozione: del 1800 possiamo ammirare la Chiesa della Madonna di Loreto e la Chiesa di Gesù Operaio. La particolarità di questo ritrovo religioso è la sua posizione: è stata costruita nel quartiere colonizzato dagli abruzzesi Spineti, a ricordare il legame, forte, con la terra natia. Al suo interno è conservata una pietra del Gran Sasso e una raffigurazione di San Rocco del 1500. Monterotondo ha una ricca serie di appuntamenti culturali e gastronomici. Sono tantissime, davvero, le feste, a Monterotondo, alcune a metà strada tra il religioso ed il pagano, come la storica Festa di Sant'Antonio, che si svolge la domenica più vicina al giorno dedicato al santo. Tutti i cittadini si riversano nelle strade con tante torce e gridano a squarciagola il nome di Sant'Antonio, gole bagnate, di tanto in tanto, con del buon vino locale fino all'ebbrezza. Oltre alla rassegna cinematografica del Festival delle Cerase, dove vengono proiettate le più importanti pellicole italiane, c'è un effervescente calendario di eventi. Dalla festa tra i vicoli "Tutti a Borgo" al Tour della birra artigianale, dai concerti di Monterocktondo alla Ciummacata, che è la sagra delle lumache cotte in bianco ed in umido, che si tiene rigorosamente nella notte di San Giovanni, detta anche la notte delle streghe. E ancora la sagra dello Spiedino, della Panzanella, che è pane cotto sulla brace con pezzetti di pomodori e dell'ottimo olio della zona. A maggio la Sagra delle Fave con il Pecorino, il primo giorno del mese. Non mancano gli appuntamenti con la storia come la ricorrenza della liberazione di Monterotondo, il 5 e 6 giugno, o la ricorrenza della battaglia di Monterotondo nel 1867, il 24 e il 25 ottobre. In mezzo, a luglio, l'Estate Eretina, con spettacoli, cinema e concerti per tutta la bella stagione.

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