Rocca Canterano

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Rocca Canterano

Rocca Canterano, l'arroccata sui Monti Ruffi

Storia e leggende, intrecciate in suggestive tradizioni popolari, arricchiscono e colorano il piccolo borgo di Rocca Canterano. Il paesino, arroccato sui Monti Ruffi, si trova tra la valle che prende il nome dal fiume Aniene all'Empolitana

Le origini di Rocca Canterano risalgono al tempo degli Equi e alla successiva gestione dell'Impero Romano: la Città Eterna spedì dei rappresentanti in forze al duplice scopo di gestire l'ordine creato e di presidiare la zona con appositi fortini messi in piedi dai soldati. Ancora oggi ci sono dei resti di tale adattamento difensivo nei pressi di San Michele, una piccola chiesa situata in cima al Monte Costasole. Il borgo vero e proprio, come in pratica è visibile ancora oggi, è nato nel 1084, quando l'abate di Subiaco fece costruire una fortezza per proteggere la sottostante Canterano dagli attacchi del tiranno di Bellegra e Cerreto, Landone.

Legata alla costruzione della rocca c'è una delle feste, e sopravvive una delle leggende più affascinanti del paesino. Una volta terminati i lavori alla fortezza, il borgo aveva poche donne e quindi gli uomini se le andarono “a prendere” a Canterano e a Cerreto. Il ratto e questa situazione ritenuta evidentemente anomala da chi la subiva, creò dei rancori e delle liti con i due paesi limitrofi, che, quando furono appianati, fu istituita la festa della “riconciliazione ”. Una ricorrenza che cade il 7 settembre di ogni anno, e che ancora oggi si svolge sotto il nome di Festa dell'Amore e della Pace.

Durante il XVI secolo la fortezza presentava troppe lacune e su ciò che ne rimaneva fu costruito l'odierno Palazzo Moretti. Una curiosità che si può notare ancora oggi e che raccontano sul posto ai turisti è la costruzione delle vie interne del paese, studiate a zig-zag nella veste di scorbutici scalini per evitare che i malintenzionati sfidanti di turno, provenienti da altri paesi, fossero agevolati nell'attacco al paese. Di lì a qualche anno (1809) lo Stato Pontificio fu occupato dai francesi e i giovani di Rocca Canterano furono arruolati nell'armata transalpina: per fortuna Napoleone cadde prima che i ragazzi partissero militari. E allora, quale omaggio di eterna gratitudine, i mancati eroi portarono da Roma il pesante baldacchino di legno dorato che ritrae l'immagine della Madonna del Divino Amore. Una tradizione rinnovata ogni anno, da allora, e sono oltre 200 anni, per la processione dell'8 settembre. Negli ultimi anni la festa viene anticipata al 7 del mese con la corsa che parte dal santuario caro ai romani, sito sulla meridionale via Ardeatina, e arriva a Rocca Canterano. In questa lunga maratona si porta la fiaccola dell'Amore e della Pace e viene collocata sotto al quadro della Madonna. Da quel momento iniziano le celebrazioni religiose. E questo è un territorio ornato da diverse chiese, dotate di interessanti affreschi. Da ricordare che la processione, che avviene di giorno, è caratterizzata dai colori delle confraternite religiose: azzurro per la Confraternita della Madonna, rosso per quella del Sacramento; e ancora giallo per quella di San Michele, e un tempo verde, perché non esiste più, per quella di San Gaetano. Il 9 settembre vengono ricordati gli eroi e i martiri di Rocca Canterano, con sentita e partecipe devozione. Da ricordare il Nome di Maria, il 13 dello stesso mese, il più vivace, con la processione seguita dai fuochi d'artificio. Altro appuntamento da non perdere, l'11 novembre, è la celebrazione di San Martino e la Festa del Cornuto, di cui il Santo è protettore secondo il costume di tanti posti, in Italia, e questa si svolge da più di vent'anni. Per le vie del borgo si svolte un corteo burlesco con una vera e propria processione per celebrare il tradimento con in testa i “cornuti”; questi sono dei paesani vestiti di bianco con un paio di corna in testa che portano su un trono quello che viene giudicato il “cornuto dell'anno”. A guidare il corteo un poeta che su una somarella decanta i suoi componimenti. Al termine della processione si tengono scenette e canti legati al tema delle “corna” mentre negli stands gastronomici si cuociono degli ottimi fagioli con le cotiche, dei pratici panini con la salsiccia e poi le tipiche castagne arrosto meglio chiamate con il nome di role. Ghiotti appuntamenti, poi, anche con la sagra dei Cecamariti, pasta fresca lavorata a mano, e con le braciole.

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A Rocca Canterano per la sagra della rola e dei .... cornuti

Armatevi di una buona dose di ironia perché sì, avete letto bene, alla Sagra della Rola e festa del cornuto di Rocca Canterano, in occasione della ricorrenza di S. Martino, si festeggia proprio la festa dei cornuti. Preparatevi a vederne delle belle perché al vostro arrivo lo scenario che si [...]

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Sagra della Rola – Festa del cornuto

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