Vivaro Romano

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Vivaro Romano

Vivaro Romano, la lunga storia di un paese di confine

Vivaro Romano è stato al centro di dispute in ogni epoca storica prima tra gli Equi e i Romani, poi tra romani e barbari, quindi tra Papato ed Impero Romano e successivamente tra le forze pontificie e i francesi. Ora, più pacificamente, è al confine tra Lazio ed Abruzzo, tra la provincia di Roma e quella dell'Aquila. Le tracce di questa lunga storia sono ancora tutte ben evidenti nel piccolo comune che si affaccia sulla piana del Cavaliere.

Tra sagre, suggestivi percorsi sulla montagna, quiete, pace, aria pulita e buona cucina, Vivaro Romano è la meta ideale tanto per un'escursione quanto per un soggiorno. Appena si arriva nel comune, raggiungibile tanto dalla Valle dell'Aniene quanto dalla Piana del Cavaliere, ci si rende subito conto delle bellezze che offre il paesino. Dalla piazza al centro di Vivaro Romano si gode di una vista mozzafiato su tutta la piana intorno a Carsoli e sui piccoli borghi abruzzesi, “arroccati” sui monti situati sulla parte opposta della vallata. La piazza Peschiera prende il nome dagli allevamenti di pesce presenti nel paese all'epoca dei Romani e da cui, probabilmente, si deve lo stesso nome “Vivaro” (allevamento, vivaio). Il centro, nel corso dei secoli, subì le stesse sorti di Roma, ovvero venne saccheggiato dai Barbari che si scontravano con l'Impero. Col passare dei secoli non cessarono le dispute sul borgo. Nel 1400 iniziò la costruzione della Rocca da parte degli Orsini. Del castello, oggi, sono visibili pochi resti. Nel 1799, infatti, fu distrutto dalle truppe francesi. Vivaro Romano, nel 1798, si schierò contro la Repubblica cara ai francesi, che si era instaurata nella Roma papale ed insorse. I rivoltosi erano guidato dal fabbro del paese, il mastro Lavinio Ferruzzi. Il comune fu attaccato dalle truppe francesi, ma i vivaresi resistettero eroicamente asserragliati nel castello. Si racconta che il fabbro creò un cannone  in legno che permise agli asserragliati di tenere in scacco per diversi giorni l'esercito del generale Jablonowski. Alla fine, però, Vivaro capitolò e la rocca fu distrutta. A Vivaro Romano, a causa dei delle carestie che da decenni affliggevano il borgo, fu forte il fenomeno del brigantaggio, con diverse scorrerie del bandito abruzzese Gasparone e della sua banda. Nel Risorgimento, Vivaro si schierò a favore dell'Italia unita ed accolse con tutti gli onori Garibaldi che transitò nelle terre del paese. Uno dei momenti migliori per visitare Vivaro Romano è sicuramente giugno, quando si tiene l'Infiorata per le vie del centro storico. Merita di essere vista la chiesa di San Biagio ed il santuario di Santa Maria Illuminata, traguardo di una suggestiva processione notturna che si tiene tra il 4 ed il 5 agosto.

Vivaro-Romano

Infiorata del Corpus Domini a Vivaro Romano

Suggestiva infiorata per le vie principali di Vivaro Romano:  come ogni anno  il Corpus Domini viene festeggiato secondo le antiche usanze paesane, con la suggestiva infiorata . Il 6 Giugno in mattinata saranno realizzate sempre con la stessa tecnica dell'infiorata opere raffiguranti famosi affreschi.  [...]

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