Collegiata Maria SS. della Visitazione

Indirizzo
Via Giuseppe Verdi, 00020 Cervara di Roma RM, Italia
Sotto la rocca di Cervara, situata in posizione acropolica, sorge la chiesa Collegiata, dedicata a Maria SS. della Visitazione. L'edificio, caratterizzato da una estrema semplicità di forme, è ad aula con cappelle ricavate nello spessore murario delle pareti longitudinali, privo di abside, presenta l'altare maggiore settecentesco addossato alla parete di fondo. Gli antichi altari erano tutti di pietra lavorata e recinti da cancelletti di ferro. La copertura è costituita da una volta a botte, con retro a doppio spiovente, che riproduce fedelmente la configurazione interna. La chiesa parrocchiale è dotata di tre ingressi, incorniciati da mostre di pietra calcarea bianca, dei quali quello centrale rinascimentale, con un cherubino, è il portale maggiore, sia per dimensioni che per ornato e finemente decorato. La facciata, priva di intonaco, presenta un paramento in conci di pietra a vista, con inserimento di mattoni in corrispondenza dei portali, testimonianza certa di un intervento di restauro. Al di sotto del timpano triangolare sono tuttora visibili due file dì buche pontaie. Tutto il vano della chiesa, essendo posto in forte pendio, è sostenuto da strutture di tre grandi arcate di pietra lavorate e consolidate attraverso l'impiego di chiavi di ferro di considerevoli dimensioni. Le notizie storiche sull'edificio sono piuttosto scarse. La presenza di un'iscrizione sulla campana più grande "fusa nell'anno 1428 la prima volta, e rifusa nel 1785 la seconda" ha fatto ipotizzare una datazione della fabbrica primitiva al XV secolo, anche se i caratteri tipologici del campanile, posto sul lato esterno della chiesa "a cornu evangeli", sembrano indicare almeno una fase costruttiva precedente. Tra XVI e XVII secolo si ha notizia di diverse visite pastorali fatte alla chiesa di Cervara, tra le quali la più interessante è quella di Agostino Marliano, vescovo di Marliana in Corsica, che riporta ragguagli rilevanti sullo stato della parrocchia nel 1660. Tra la seconda metà del '600 ed il '700 la chiesa fu notevolmente trasformata. Nel XIX secolo, l'incremento demografico determinò la necessità di ingrandire la parrocchiale e nel 1872 la chiesa venne ristrutturata e ampliata verso il mezzogiorno e coperta da una volta a botte. Il campanile fu spostato a sinistra del presbiterio e sulla facciata furono aperte tre porte incorniciate da mostre di pietra bianca. L'interno poi contiene tesori d'arte: alla prima metà del Seicento risale il quadro ad olio su tela che rappresenta la Visitazione, attribuito a Vincenzo Vanenti di Orvinio, e al medesimo periodo appartiene anche l'altro dipinto, posto sull'altare maggiore, che raffigura la Madonna del Carnine. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo di un martire della chiesa, dono di Pio VI a Cervara, trovato nelle catacombe di San Callisto a Roma. Vicino fu trovata una lapide con l'iscrizione "Felix" così gli fu dato il nome di San Felice che è il protettore del paese e viene festeggiato il 3 luglio con una processione.