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Monti simbruini

Arsoli e Cervara: le due porte dei Monti Simbruini

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Monti simbruini

Sono due le strade che consentono di raggiungere Cervara di Roma.
Entrambe costruite tra il 1950 ed il '60, esse si snodano in un regolare pendio attraverso la fitta vegetazione del Parco dei Monti Simbruini da una parte e l'incantevole scenario della valle dell’Aniene dall'altra.
La prima inizia da Arsoli, appena fuori di quel paese che ha nei severi bastioni del castello dei Principi Massimo il suo simbolo. Dopo una breve discesa, il nastro d'asfalto comincia a salire in un succedersi di curve che rende quanto mai imprevedibile e proprio per questo ancora più affascinante lo spettacolo della natura che via via appare agli occhi del turista.

Definita  la “piccola Parigi” da Luigi Pirandello, Arsoli nasce intorno all’anno mille (997) e conserva tutt’ora pressoché intatto il centro storico medioevale e le antiche viuzze. Il paese collocato tra i monti Simbruini, a ridosso del parco dei Monti Lucretili e del parco Nazionale d'Abruzzo, è situato ad un altezza di circa 500 mt sul livello del mare a 60 km a Est di Roma.
La vegetazione circostante varia dai vasti uliveti a valle ai castagneti e boschi misti di querce lecci e abeti a monte. Sul territorio sono presenti due percorsi naturalistici attrezzati in grado di far ammirare meglio la vegetazione e la fauna e di ospitare comitive e escursionisti fornendo loro aree di sosta attrezzate con bracieri e tavoli.
Consigliata una visita al Castello Massimo e alla Chiesa del Santissimo Salvatore, contenente una pregevole “Trasfigurazione” del Domenichino.

Posto a strapiombo sulla roccia nella parte orientata verso Arsoli, il Castello restaurato dal principe Fabrizio Massimo con l’aiuto dell’Architetto Giacomo della Porta, a cui si deve anche la realizzazione, nel 1580, della Chiesa del Santissimo Salvatore (è ancora oggi proprietà dei Principi Massimo che lo riservano per eventi privati, come matrimoni, cerimonie e ricevimenti.

A richiesta, si può comunque visitare il seicentesco giardino all’italiana che lo circonda, la sala con il  ciclo di affreschi settecenteschi di Marco Benefial che raffigurano le nozze di Perseo e Andromeda e i paesaggi dei feudi dei Principi Massimo e la sala di Ercole con gli affreschi delle volte attribuiti ai fratelli Zuccari. Notevole anche il teatro realizzato per le rappresentazioni e gli spettacoli.
Arsoli è famosa anche per la sua “fagiolina arsolana”, da sempre coltivata unicamente qui, esattamente nella vallata ai piedi del paese formatasi grazie all’azione del fosso Bagnatore e dal fiume Aniene.

Occorre superare abbondantemente la metà del percorso di quasi 15 chilometri che da Arsoli porta a Cervara per cominciare ad assaporare lo spettacolo offerto da questo gruppo di case costruito a 1050 metri di altitudine.
 
Poi oltrepassata l'ennesima curva, appare la sommità dell'antica Rocca, cui man mano fa seguito il resto del paese, caratterizzato in questo versante da una parete di roccia su cui poggiano gruppi di case. E' l'antico Borgo di Cervara, da dove lo sguardo spazia fino ai monti della Sabina, ed al quale si accede dalla piazza dove termina sia la strada proveniente da Arsoli sia l'altra: quella che inizia a Subiaco.

Già quando si arriva a "La Maddalena", che fu in passato luogo di riposo e di ispirazione per numerosi pittori italiani e stranieri, sembra di avere Cervara quasi a portata di mano. E dalla sensazione alla realtà il passo è breve, perché dopo i poco più di 100 metri di una galleria, ecco ap¬parire Cervara simile ad "una scultura nel cielo, che al cielo vole¬rebbe se l'aria la sostenesse" (Raphael Alberti).

Il paese appare di una bellezza ed originalità diverse, con le case costruite in modo da sembrare, specie di notte, un vero e proprio presepe, con scalinate più o meno ripide che penetrano in ogni angolo lasciato libero, con la facciata della chiesa e dell'antico campanile quasi a protezione di quanti vivono d’intorno. E pensare che prima della costruzione di queste due strade, Cervara era raggiungibile solo a dorso di mulo attraverso ripidi sen¬tieri di montagna che si inerpicavano dall'uno e dall'altro versante lungo percorsi segnati da coloro che, per motivi diversi, dovevano recarsi a Subiaco, Arsoli ed oltre.
 
Mancavano dunque collegamenti, ma non la fama e la bellezza, tanto che nonostante obiettive difficoltà, furono ugualmente numerosi gli artisti ed uomini di cultura che durante il secolo scorso vollero conoscere il paese, i suoi abitanti, le sue caratteristiche. Dai loro seppure brevi soggiorni a Cervara, nacquero poi opere che hanno segnato la storia dell'arte, della letteratura e del pensiero. E la tradizione è rimasta, perché sono sempre molti coloro che in ogni periodo dell'anno salgono fin lassù, per lasciare una testimonianza di affetto.

Camminando per il paese non si può fare a meno di godere del bellissimo panorama che offre il Parco Regionale dei Monti Simbruini. Straordinaria è la natura di questo grande massiccio calcareo, al confine tra Abruzzo e Lazio e ricco di grotte, sorgenti, animali selvatici come il lupo, la volpe, la lince, l’ istrice, la martora, lo scoiattolo, la faina, il cinghiale. Numerose anche le varietà di alberi: dal faggio all’abete rosso, dal tasso all’acero. In primavera la terra è cosparsa di genziane, narcisi, viole, orchidee selvatiche, tipiche della catena appenninica. In alcuni punti è possibile lanciarsi con il parapendio, per i temerari che vogliono godere di una stupenda visione di tutta la Valle dell’Aniene.

A pochi chilometri da Cervara, a Campaegli, invece, è possibile cimentarsi nell’equitazione, nello sci di fondo e nel trekking. Campaegli, si trova all’estremità occidentale di un ampio territorio ondulato, con altitudine quasi interamente compresa tra i 1400 ed i 1800 metri sul livello del mare, posizione particolarmente vantaggiosa come punto di partenza per escursioni, anche piuttosto lunghe, ma raramente faticose. In inverno quando un po’ di sole è gradevole, le chiome dei faggi sono prive di foglie, e permettono ai raggi del sole di filtrare.

Dopo tanta natura e tanto sport, la sosta inevitabile è di fronte a un bel piatto di fettuccine al tartufo nero, specialità della zona insieme alla carne alla brace o al pecorino al forno.

I luoghi dell'itinerario

Comune di Arsoli
Castello Massimo
Chiesa del Santissimo Salvatore
Comune di Cervara di Roma
Parco naturale regionale dei Monti Simbruini
 
 
 

Dove si trova
Come arrivare da Roma: 

In Macchina: Autostrada A 24 direzione L'Aquila - uscita Vicovaro Mandela. Seguire le indicazioni perArsoli (12 km dal casello autostradale).
Bus: Stazione Co.Tra.L.  Ponte Mammolo - Metro B 
 

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