Convento francescano di Santa Maria Seconda

Indirizzo
Via Fra Carlo da Sezze, 00067 Morlupo RM, Italia
Antico sito francescano, luogo ritirato e di preghiera, il Convento di Santa Maria delle Grazie di Morlupo è meglio conosciuto come "Convento di Santa Maria Seconda": era lì venerata una tavola con Madonna e bambino, ritenuta la seconda Madonna dipinta da San Luca, da cui il nome di Santa Maria Seconda. La costruzione del Convento è opera dei Clareni (o Fraticelli), che lo edificarono nel XIII secolo. I Fraticelli (chiamati anche Fratelli della vita povera), furono un ordine fondato nel 1318 da Angelo Clareno (1245 – 1337, detto anche Clareno da Cingoli), francescano di grande cultura, della corrente degli Spirituali, che per le sue posizioni fu scomunicato. Questo non gli impedì di metter su una nuova comunità, che ricalcava sostanzialmente quella di origine: la immaginò e la strutturò come un ordine francescano indipendente. Il Convento di Santa Maria Seconda è il frutto proprio di quel clima che si venne a creare tra la fine del XIV e gli inizi del XVI secolo quando l'Ordine Francescano fu agitato da fermenti interni che, in virtù di un'aspirazione ad interpretare più fedelmente la Regola originaria ed a vivere l'esperienza comunitaria secondo il vero spirito del Fondatore, portarono alla divisione dell'Ordine stesso in più famiglie. Nell'affresco ancora esistente sulla parete destra della chiesa rimane traccia dell'antico romitorio clareno. Uno dei pilastri del chiostro conserva incisa la scritta A.D. MLXXV (1525). L'impianto si sviluppa intorno al piccolo chiostro, al centro del quale c'è un pozzo, ancora attivo. Uno dei lati è addossato alla chiesa, mentre quello opposto ospita il refettorio. Il Convento di Santa Maria Seconda venne ampliato fra il 1628 ed il 1633, anno in cui venne realizzato l'acquedotto che convoglia le acque della Sorgente esistente nel fondo denominato "Possessione". Nel 1636 San Carlo da Sezze, finito il noviziato, vi fu trasferito per un anno, e lì ebbe i suoi primi incarichi, occupazioni umili quali ortolano e cuciniere.