An important structure, located in the hamlet of Palazzolo, between San Cesareo and Zagarolo, it is essentially comprised of the remains of a Roman villa of which three rooms are still visible today, made out of continuous walls in opus reticolatum and divided by separation walls also in opus reticolatum, leaning against the northern wall and preserved up to a height of less than 1 metre.
Within the city of Zagarolo there are many corners where one can make out the vestiges dating back to the Roman days, evidence of the importance that this centre held at the time, even though we do not know exactly how and where these materials were found: in the “Tre cannelle” square, the fountain is actually made out of a Roman sarcophagus; the Rospigliosi gate appears to be a “cento” (a form of Latin composition made up of the works of many different authors), where next to 16th C. bas-reliefs we find marble busts, ancient Roman theatre masks while in the entrance portal to the Rospigliosi Palace we find Assuan pink granite columns of Roman origin on bases datable around the 2nd C. AD, with Corinthian capitols dated around the 4th C. AD; on the side of the columns stand two “strigilated” (ridged) sarcophagi, decorated with lions feet and dating back to the 2nd C. AD, placed on Roman funerary epigraphs.
Un importante complesso, ubicato tra San Cesareo e Zagarolo in località Palazzolo, ma appartenente a quest'ultimo Comune, è costituito dai resti di una villa romana di cui rimangono oggi visibili tre ambienti. Questi sorgono nel giardino della villa annessa all'azienda agricola Palazzola. Si accede a Palazzolo mediante una strada secondaria che si stacca sulla sinistra della S.S. 155, ossia la deviazione della Casilina per Palestrina.
I resti ancora visibili sono costituiti da tre ambienti raccordati da muri continui in opera reticolata e divisi da tramezzi pure in reticolato, addossati al muro settentrionale e conservati per un'altezza inferiore ad 1 metro.
I pavimenti sono costituiti da mosaici in bianco e nero con decorazioni geometriche e sono separati da soglie che introducono nei vari ambienti.
Anche questa villa è stata suggestivamente legata al grande latifondo cesariano che doveva estendersi in quest'area tra San Cesareo e Zagarolo. All'interno della città, molti sono gli angoli nei quali è possibile scorgere vestigia risalenti ad epoca romana, a testimoniare l'importanza del centro in questo periodo anche se non conosciamo, spesso i contesti di rinvenimento di molti di questi materiali: a piazza delle "Tre Cannelle" la fontana risulta costituita da un sarcofago romano; la porta Rospigliosi risulta essere un "centone", dove accanto a bassorilievi cinquecenteschi, troviamo busti marmorei, maschere teatrali di epoca romana e troviamo riutilizzate all'ingresso di Palazzo Rospigliosi, colonne romane in granito rosa di Assuan su basi marmoree databili al II sec. d.C., con capitelli corinzi asiatici databili al IV sec. d.C.; al lato delle colonne sono collocati due sarcofagi strigilati, ornati da protomi leonine e datati al II sec. d.C., posti su epigrafi funerarie romane.
Come vediamo fu attuato a Zagarolo, nel corso del tempo un reimpiego sistematico di materiali di età romana che dovevano provenire o dal vicino territorio o dal luogo stesso dove si trovano reimpiegate.
































