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Castello Savelli - Palombara Sabina | Castello Savelli - Palombara Sabina |
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Qui si parla, infatti, di un castrum Palumbariae (nato alla fine del VI secolo, dopo l’invasione longobarda) e di un comes della famiglia degli Ottaviani, un ramo dei Crescenzi romani. Il castrum originario, che nel 1100 aveva già assunto una forma quadrangolare che inglobava l’organismo del Palatium sorto sulla fabbrica longobarda, dovette rimanere in possesso degli Ottaviani per circa due secoli; infatti non viene ricordato con certezza come possedimento dei Savelli prima del 1216, anno in cui Onorio III Savelli fa restaurare la chiesa di S. Biagio e pare faccia costruire quella di S. Egidio. L’edificio di cui i Savelli entrano in possesso presenta già una struttura a forma di poligono irregolare, con agli angoli le torri con merlatura e, a fiore dei merli, l’abitazione del Signore a forma di casamatta, entro la quale era stato inglobato il Palatium. Nel periodo compreso tra il XIII secolo e la prima metà del XV secolo, i Savelli apportano poche trasformazioni all’organismo del Castello: queste si localizzano lungo la cinta muraria a settentrione e si concretizzano, soprattutto, nell’aggiunta del cosiddetto Muro del Soccorso, un camminamento fortificato che si conclude a 36 metri dal corpo centrale. Le successive operazioni di cambiamento si datano alla seconda metà del XV secolo: nel 1480, infatti, risultano legittimi possessori del Palazzo, Giacomo e Troilo Savelli insieme al loro zio, il cardinale Giovan Battista. Con il loro dominio si apre la fase di reale trasformazione del Palazzo, da organismo difensivo a vera e propria residenza baronale di tipo rinascimentale.
Troilo modifica anche l’orientamento della Cappella, l’antico oratorium dei Conti di Palombara, invertendo la posizione dell’altare al fine di congiungerla direttamente ai suoi appartamenti.
Nel 1949 fu acquistato dagli Sforza-Cesarini, ma ritornò poi di proprietà comunale. Prima del restauro del 1980 (su finanziamento della Provincia) il Castello versava in uno stato di grave fatiscenza: l’intervento di ristrutturazione è consistito principalmente nel recupero delle coperture, che si presentavano sconnesse lasciando entrare acqua ed erano pericolanti nelle tramezzature, il cui degrado contribuiva più di ogni altro fattore al deperimento generale. Oggi il Castello è sede dell’Accademia Sabina, della Biblioteca Comunale e di altri pubblici organismi. Si sta procedendo ancora al recupero dell’intero complesso: gli interventi più recenti sono stati finalizzati al restauro delle decorazioni pittoriche dell’Appartamento di Troilo e di quello del Cardinale. Galleria Fotografica
Fonti e Siti di riferimento
IX Comunità Montana del Lazio
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