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Laghi

 

I laghi della provincia di Roma costituiscono una straordinaria combinazione di più elementi tutti da godere: dal clima dolce, mitigato dall’azione delle acque, alla vegetazione e alle fioriture policrome che adornano le rive, dai paesaggi incontaminati, ai centri turistici più vivaci e ospitali, dalla pratica sportiva, che si avvale, quasi ovunque, di moderne attrezzature, alla semplice scampagnata in ambienti naturali di incomparabile bellezza.

 



Lago di Bracciano Stampa E-mail

lago di BraccianoChiamato Sabatinus dai Romani perché, secondo una leggenda, nei suoi fondali dimoravano i resti della città etrusca di Sabate.

Lago di origine vulcanica, Bracciano è, per estensione, il secondo lago del Lazio; grazie ad un depuratore, il lago costituisce ancora oggi una delle riserve idriche di Roma, mediante l’acquedotto Paolo, fatto costruire da Papa Paolo V Borghese agli inizi del XVII secolo.

Assieme al Lago di Martignano fa parte del Parco Regionale di Bracciano – Martignano che ne tutela l’eccezionale ambiente naturale. Le sue acque sono popolate da anguille, persici e coregoni. Ricca è l’avifauna di palude che popola la zona: svassi maggiori e svassi piccoli, cormorani, folaghe, morette, pesciaiole e, a seconda delle stagioni, aironi e nibbi bruni, anatre e rari falchi pescatori, per la gioia dei birdwatchers.

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Lago di Albano o di Castel Gandolfo Stampa E-mail

 

Lago di AlbanoIl lago di Albano (Lacus Albanus), si è originato dall’unione dei 2 crateri vulcanici, come testimonia la sua forma ellittica e la strozzatura mediana di 70 metri dal fondo che segna appunto il limite tra i due crateri.

Assieme al lago di Nemi è territorio tutelato dal Parco Naturale Castelli Romani. Nelle sue acque vivono pesci come persico, trota, cavedano, luccio, tinca, scardola, carpa, trota iridea. Tra gli uccelli rapaci troviamo la poiana, lo smeriglio e lo sparviero, e specie acquatiche quali il germano reale, l’airone cenerino, il fischione, la folaga, la marzaiola, il tuffetto lo svasso maggiore. L’erpetofauna annovera la sempre più rara testuggine di Hermann, l’orbettino e la salamandrina dagli occhiali.

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Lago di Nemi Stampa E-mail

Lago di NemiIl nome del Lago di Nemi deriva da Nemus Dianae (“bosco sacro a Diana”) : sulle sue rive sorgeva infatti un tempio dedicato a Diana, l’antica dea della caccia e personificazione della cita vegetale e animale. Una piacevole passeggiata di un’ora circa conduce da Nemi alla riva del lago, al Museo delle Navi e all’antico emissario romano.

Nelle sue acque vivono tinche, alborelle e lucci, mentre a frequentarne le sponde sono aironi, svassi, tuffetti e anatre.

Piacevoli e comode passeggiate conducono nella pace dei boschi che popolano le pendici circostanti. Qui s’incontra il castagno, introdotto in epoca storica e coltivato a ceduo, che si associa a lecci, aceri, carpini e noccioli.

La macchia mediterranea poi avvolgerà i turisti con i colori e i profumi della ginestra dei carbonai, erica e corbezzoli.

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Lago di Martignano Stampa E-mail

martignano lago "Sarebbe silenzio assoluto ed atmosfera statica, se non fosse per un coro di uccellini con i loro gorgheggi e vocalità. Oltre ai gabbiani che planano, ed i germani che se la godono a bagnarsi, si notano, lontane, alcune mucche al pascolo. " Sono le parole del regista Comencini che ha scelto questa oasi incantevole per il suo 'Pinocchio'.

Situato sul fondo di un edificio vulcanico facente parte del gruppo dei monti Sabatini, il lago di Martignano, pur essendo uno tra i più piccoli bacini vulcanici del Lazio, presenta però un notevole interesse da un punto di vista naturalistico, anche grazie al relativo isolamento della zona. L'assenza di strade litoranee e di rilevanti insediamenti umani, permettono a tutt'oggi la conservazione di un ambiente naturale ricco sia fIoristicamente che faunisticamente.

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Lago di Nazzano Stampa E-mail

nazzano lago

Di origine naturale, è in realtà il rigonfiamento del fiume Tevere, formatosi in seguito alla costruzione di una diga nel 1956. Divenuta Riserva Regionale Tevere – Farfa nel 1979 – la prima area protetta istituita dalla Regione – la zona è inserita nell’elenco della Convenzione di Ramsar come “area umida di importanza internazionale”.

Il bosco ripariale è frequentato da alzavole e porciglioni, volpi e nutrie. Rane e tritoni sono gli anfibi che abitano tra i tappeti di lenticchia d’acqua, mentre i pendolini costruiscono il loro caratteristico nido sui rami dei salici.

Numerosi gli anatidi come il germano reale, l’alzavola, il fischione, la moretta, lo svasso maggiore, la folaga, il martin pescatore e i rapaci come il falco di palude e il falco pescatore.

Ricca anche l’ittiofauna che comprende una dozzina di specie di pesci di ambiente fluviale e lacustre. Il canneto, fittissimo, è dominato dalla cannuccia di palude, accompagnata dallatifa, impreziosito dall’iris di palude.

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Laghetti di Percile (Lagustelli) Stampa E-mail

 

Lagustelli di PercileDi origine carsica i due “Lagustelli di Percile”, Fraturno e Marraone, occupano il fondo di due doline e sorgono all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.

Il maggiore di due è il Fraturno: ha un diametro massimo di circa 118 metri ed è profondo 16. si estende per una superficie di 9 Kmq ed è dominato dai resti di un antico paese.Marraone è invece il lago minore che raggiunge però una profondità di 40 metri.

Per quanto riguarda la fauna, oltre a batraci e biscie d’acqua, si segnalano carpe, anguille e tinche, mentre non si sono viste sanguisughe, che pare fossero molto frequenti in passato in queste acque.

L’escursione ai laghi di Fraturno e Marraone è una delle più frequentate dei Monti Lucretili e per la sua facilità è particolarmente indicata per escursionisti principianti e bambini.

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