L’itinerario sui Monti Prenestini

Santuario-Oracolare-della-Fortuna-Primigenia

Indirizzo

L’Area dei Monti Prenestini trae la denominazione da una delle arterie che l’attraversano: la via Prenestina, ed i suoi punti di forza sono da un lato l’aspetto storico-monumentale, dati i numerosi resti di insediamenti preromani, come quelli dei Volsci, romani e medievali, dall’altro quello naturalistico, anche se non sono senz’altro da sottovalutare le attrattive gastronomiche e folcloristiche. Il suo fulcro è la città di Palestrina, antica Praeneste dalle origini leggendarie, situata all’imbocco della Valle del Sacco e del Liri in una posizione strategica di particolare importanza. Alla sua distruzione ad opera del romano Silla, scampò il Tempio della Fortuna Primigenia (I sec. a.C.), che ancora oggi si erge maestoso sulle pendici del Monte Ginestro. Il tempio è diviso in un edificio inferiore ed uno superiore che funge da basamento del Palazzo Colonna Barberini, dove risiede il Museo Archeologico Prenestino con reperti provenienti dagli scavi del santuario e da tutta l’area prenestina, nonché l’enorme mosaico policromo detto Nilotico, raffigurante l’inondazione del Nilo. Dove un tempo c’era l’acropoli dell’antica Praeneste, di cui sono ancora visibili i resti dell’imponente cinta muraria, oggi c’è Castel S. Pietro Romano, che offre un panorama che comprende Roma e il mare da un lato, i Colli Albani dall’altro. Ad est, salendo lungo una strada fiancheggiata da oliveti, vigneti, castagni ed alberi di noce, troviamo Cave, Rocca di Cave e, sulle pendici dei Monti Prenestini, Genazzano, il cui primo nucleo risale al X sec. Interessanti Palazzo Colonna, che presenta stili architettonici diversi dovuti alle varie fasi di costruzione che vanno dal Medio Evo al XVII secolo, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio (XIII sec.) legato all’improvvisa apparizione dell’immagine sacra nel 1467, che ha subito numerosi rifacimenti, e i ruderi del Ninfeo Bramantino, che si presume sia stato progettato dal Bramante. Altra città dagli antichi natali (720 d.C.) è Arcinazzo Romano, alle falde del monte Pianezza, nella catena degli Affilani, dove si possono rinvenire fossili, rocce cristalline e resti di edifici medievali. Dalla valle sulla quale si affaccia Arcinazzo inizia una zona di vigneti ed oliveti che comprende le cittadine di Affile, altro ameno luogo di villeggiatura dove si dice che S. Benedetto abbia compiuto il suo primo miracolo, e Roiate, le cui origini sono forse legate alla popolazione preromana degli Equi. Culmine di quest’area vinicola ed olivicola è Olevano Romano, quasi al confine con la provincia di Frosinone, la cui parte più antica risale al 1000. Nell’Ottocento questa zona attrasse l’attenzione del pittore tirolese Koch, che ad essa dedicò molti dei suoi quadri. L’esempio fu seguito da numerosi altri artisti, molti dei quali tedeschi, che diedero vita alla prima scuola di paesaggisti, la “Scuola Romantica” o del “Paesaggio Eroico”, cosicché oggi il Bosco della Serpentara, ispiratore di molti di questi quadri, è di proprietà della Repubblica Tedesca.