Monastero di San Benedetto (o Sacro Speco)

Indirizzo
SP45a, 00028 Subiaco RM, Italia
Dalla S.S. Sublacense, salendo per un'ardita strada panoramica e attraversando un bosco di elci secolari, si giunge al Monastero del Sacro Speco, addossato alle rocce di una rupe a strapiombo sulla valle dell'Aniene, nel territorio del comune di Subiaco. La sensazione è quella di un'osmosi tra l'edificio e la roccia, cui la struttura è quasi aggrappata. Quando San Benedetto, all'età di circa 20 anni, interruppe gli studi intrapresi a Roma per la corruzione e il disordine che vi aveva sperimentato, si recò ad Affile assieme alla sua nutrice, dove visse per qualche tempo mantenuto dalla carità dei paesani. In Affile San Benedetto compì il suo primo miracolo e per sfuggire alla gloria e alla fama si ritirò a vivere in solitudine in una piccola grotta, situata nell'area sottostante il Monastero di Adeodato. In questo luogo il Santo di Norcia dimorò per tre anni, solo con se stesso «sotto gli occhi del Celeste spettatore» (San Gregorio). Quando un gruppo di pastori scoprì il suo rifugio e la sua fama iniziò a diffondersi, San Benedetto abbandonò la grotta e iniziò quella che è stata definita la vita cenobitica. Il Santo di Norcia non costruì nulla vicino alla grotta ove aveva vissuto per tre anni da eremita: fra i 13 Monasteri che successivamente fondò non si annovera il Sacro Speco. Tuttavia, questi luoghi in cui il Santo aveva dimorato furono da subito considerati dai Monaci dei luoghi particolari di grazia e di preghiera. Le grotte furono adattate a cappelle e decorate con pitture ed affreschi, che ancora oggi il visitatore può ammirare in tutta la loro bellezza. Solo intorno al 1090 cominciarono a dimorare presso il Sacro Speco da 2 a 4 Monaci eremiti, che ricevevano i pasti ed il vestiario necessari dalla sottostante Badia di Santa Scolastica. Il Santuario, che Francesco Petrarca definì “soglia del Paradiso”, è formato da due chiese sovrapposte e da diverse cappelle collegate da pareti irregolari, volte, scale, che ben si mimetizzano con la roccia circostante. Degni di nota sono, nella Chiesa Superiore, gli affreschi di scuola senese (sec. XIV), il pavimento e il pulpito; nella Chiesa Inferiore, invece, affreschi del Conxolus (sec. XIII), la Grotta Santa (con la statua di S. Benedetto del Raggi, discepolo di Bernini), il celebre affresco di S. Francesco d'Assisi senza aureola (realizzato quando il Santo era ancora in vita), la Cappella della Madonna con affreschi si scuola senese, la Grotta dei Pastori ove S. Benedetto teneva lezioni di dottrina cristiana e presso la quale è visibile ciò che resta di una Madonna col Bambino (sec. VIII), la più antica pittura del monastero. Oggi all'entrata del Sacro Speco, su una lastra marmorea si legge: «...Se cerchi la luce Benedetto perché scegli la grotta oscura? La grotta non offre la luce desiderata. Ma nelle tenebre vai in cerca di una luce raggiante: perché solo in una notte fonda brillano le stelle».