Percorsi tra Cave e Faggeti

bosco-faggeto

Indirizzo
Strada Provinciale 3a, 00051 Tolfa RM, Italia
Dalla piazza della Repubblica di Allumiere si sale lungo la Via Mertel. Dopo la salita si arriva al bivio di Sant'Antonio e da lì, sulla destra, si entra nel bellissimo parco comunale “Faggeto”. Appena entrati si svolta a sinistra percorrendo una stradicciola che conduce alla suggestiva cava a cielo aperto denominata, all'epoca dello sfruttamento (XVII secolo) “Cava del Moro”, nota oggi come “Cava del silenzio”. Lo scavo è ormai colmo di vegetazione e per questo è ancora più suggestivo. Oltre ai grandi alberi di faggio, vi vegeta un sottobosco interessante con varie piante di felci rare. Più in alto, prima del culmine del Monte Urbano, possiamo visionare il “Pozzo Gustavo”, un sondaggio fatto per ritrovare i giacimenti sottostanti di alumite. Questo pozzo, scavato verso la metà del secolo passato, ha una profondità di circa 50 metri e lungo il foro vi sono gallerie che si aprono orizzontalmente nella montagna, mentre la parte più profonda fu in seguito messa in comunicazione con una galleria che proveniva dal livello più basso in cui oggi è stato costruito il campo sportivo comunale. Continuando il percorso, sulla destra si entra nella miniera di Santa Barbara. Dopo aver percorso alcune decine di metri all'interno di essa, si trova un altarino abbozzato su una parete rocciosa ove era dipinta la Santa protettrice dei minatori; da questa edicola la miniera ha preso il nome di Santa Barbara. Seguendo il sentiero si arriva al livello di base dove ancora si possono vedere i segni delle rotaie ove scorrevano i carrelli. Percorrendo la stradina per circa 300 metri si arriva a vedere dall'alto il grande scavo a cielo aperto della importante Cava Gangalandi. ITINERARIO 2: LE CAVE DI ALUNITE E IL VILLAGGIO DELLE CAVE VECCHIE Da Allumiere si va verso Tolfa, al bivio Sant'Antonio, sulla sinistra dell'edicola del Santo si imbocca la via asfaltata che conduce alla località Cave Vecchie. Dopo circa un chilometro di fronte ad una moderna villetta si nota uno spiazzo coperto da piante di castagno, questa piccola pianura si è formata con lo scarico del materiale sterile della vicina cava di alunite. Da qui si riprende la strada, e subito dopo circa 200 metri sulla sinistra si possono vedere i miseri resti delle quattro fornaci che servivano per cuocere l'alumite tratto dalla cava sovrastante che oggi si chiama “Di Civieri” dal nome del proprietario, ma che nel periodo di attività si chiamava “Cavetta”. E' bellissima ed è consigliabile visitarla. Si presenta come un cratere con un diametro di circa 300 metri ed una altezza che varia sui 50 metri. Dopo aver visitato l'antica “Cavetta” ritorniamo sulla strada e proseguendo sulla destra scorgiamo la cava “Gregoriana”, nome dato in onore di Papa Gregorio XIV al soglio pontificio negli anni della scoperta di questo giacimento. Sulla destra di questa grande cava si vedono i ruderi delle antiche abitazioni dei minatori e delle stalle costruite dalla Reverenda Camera. Continuando a percorrere la stessa strada, dopo un centinaio di metri troviamo i resti del villaggio chiamato “Cave Vecchie” che si formò in funzione della Cava grande che abbiamo visitato. La piccola borgata fu creata nella seconda metà del XVI secolo nello stesso tempo in cui furono scoperte in quel luogo le cave di alunite. All'inizio le abitazioni furono costruite tutte dalla Camera Apostolica, poi molti minatori si costruirono in proprio la loro casa. Le cave che abbiamo visitato vennero chiuse per esaurimento verso la metà del 1700.