Sacro Ritiro di San Francesco

Indirizzo
SP10a, 00030 Bellegra RM, Italia

Il Sacro Ritiro o Convento di San Francesco di Bellegra, celebre nel mondo cattolico per l’ attività apostolica e per la bontà dei religiosi che vi trascorsero parte della loro esistenza, sorge a circa 2 Km dal paese, a 815 m. sul livello del mare, in un fitto bosco di castagni detto «Capelmo-Antera». L’origine del Convento è intimamente legata alla visita di San Francesco d’Assisi al Sacro Speco di Subiaco. Citazione di tale visita ci proviene dal cronologo benedettino Mirzio, monaco a Subiaco nel 1592 e dallo storico francescano, a lui contemporaneo, Wadding. La presenza di San Francesco è testimoniata anche attraverso la trasformazione, ad opera del Santo di Assisi, presso il Sacro Speco, dei rovi in rose, nei quali, per combattere le tentazioni della carne, si gettava San Benedetto. Ci sono inoltre due affreschi presenti nella cappella di San Gregorio del Monastero del Sacro Speco. Il primo dei due dipinti rappresenta «l’effigie di San Francesco» ancora senza stimmate, l’altro il Cardinale Ugolino, futuro Gregorio IX, affiancato da San Francesco, durante «la consacrazione dell’altare» della cappella. La visita del Santo di Assisi è datata tra il 1218 e il 1224. Il 1223 è l’anno indicato dal Mirzio, dato confermato anche da Padre Casimiro da Roma; il Wadding fa invece riferimento al 1222, il Sabatier al 1218. Testimonianze dell’importanza di San Francesco per la nascita del Convento di Bellegra ci arrivano anche dallo storico della Provincia Romana Padre Casimiro e dal Padre Candido Mariotti. L’ epoca della sua costruzione è ignota. L’ordine Francescano ritiene che il primo nucleo edilizio sia stato un dono dei Benedettini di Subiaco a San Francesco. La Chiesa annessa al Convento ha le origini nel piccolo oratorio del primo Eremo Francescano. Si giunse all’edificazione della prima Chiesa nella seconda metà del XV secolo, consacrata il 23 agosto 1489 da Mons. Cesare Nacci. Un primo ampliamento avvenne nel XVII secolo con l’edificazione di due cappelle, una dedicata a San Francesco e l’altra alla Madonna (chiamata ançhe di Santa Rosa), posta di fronte alla prima. Il Coro è anteriore a queste due cappelle, probabilmente contemporaneo alla costruzione della Chiesa, dalla quale è ora separato. Nel 1825 e nel 1915 due nuove cappelle vennero aggiunte alle altre; la prima dedicata al Beato Tommaso da Cori, l’altra in onore di San Teofilo da Corte. Nel XX secolo, per conferire maggiore importanza alla Chiesa rispetto al resto del complesso conventuale, fu operato un prolungamento della stessa. In occasione del VII centenario della morte di San Francesco, nel 1926, fu eretta l’attuale facciata in mattoni. A causa anche della mancata completa realizzazione del progetto iniziale, preparato dall’Ing. Tullio Di Fausto, questo nuovo corpo di fabbrica appare scollegato dal resto della costruzione e non coerente con la semplicità del complesso conventuale. Prima del 1926, al contrario, la facciata, in accordo con lo spirito francescano, era molto semplice e solo pochi elementi evidenziavano all’esterno la Chiesa. Tra le numerose personalità ecclesiastiche che hanno trascorso qui parte della loro vita ricordiamo San Tommaso da Cori, San Teofilo De Signori da Corte, il Venerabile Padre Filippo Visi da Velletri, Fra’ Diego Oddi da Vallinfreda.