Villa dei Volusii

Villa dei Volusii

Indirizzo
Diramazione Roma Nord, 00060 Roma RM, Italia
La Villa dei Volusii è una delle più grandi ville dell'area romana; fu scoperta nel 1960 durante la costruzione dell'Autostrada del Sole ed oggi essa risulta in gran parte scavata e restaurata. Il complesso fu edificato dal 50 a.C. da Quinto Volusio e subì notevoli migliorie ed ampliamenti con L.Volusio (Senatore nel 12 a.C.) mentre altri interventi furono eseguiti nel corso del tempo, fino al tardo Impero. Furono prorio i Volusii ad incentivare l'insediamento della Colonia di Lucus Feroniae. La villa presenta due fasi di costruzione: alla prima appartiene il nucleo centrale o parte signorile; nella seconda fase fu ristrutturata in parte la zona residenziale già esistente e fu creato un grande peristilio con intorno gli ambienti servili. All'inizio la villa ebbe l'aspetto di una lussuosa abitazione di campagna, in seguito prese l'aspetto di un vasto complesso rurale con numerosi schiavi che lavoravano la terra, unico esempio del genere arrivatoci così ben conservato. La parte centrale della residenza padronale è composta da un peristilio con 6 x 4 colonne tuscaniche di calcare, con un ambulacro (corridoio), pavimentato con marmi colorati inseriti su un fondo nero. Sul peristilio si aprono numerosi ambienti: un vasto tablinio (sala da pranzo) a triplice ingresso che ha un vano di passaggio a Sud e una sala a Nord; un oecus (sala di soggiorno), pavimentata in opus sectile (con marmi intarsiati); un'esedra divisa in due parti. Sempre sul peristilio si aprono anche cubicoli (stanze da letto) e recessi intimi. Alcuni ambienti hanno bei mosaici policromi decorati a "cassettoni' e a "cancellata in prospettiva" rifiniti con uccelli, fiori e simboli vari; altri sono pavimentati con mosaici in bianco e nero. Gli ambienti del lato meridionale del nucleo padronale, appartengono per la maggior parte al periodo repubblicano. Le costruzioni di prima fase sono eseguite in "opus incertum" e predomina la pavimentazione a mosaico policromo. L'"opus reticulatum" invece, caratterizza le strutture della seconda fase e i mosaici sono in bianco e nero. Il grande complesso "servile" si sviluppa a Nord e a Est della villa signorile; vi si accedeva da una strada lastricata proveniente dalla campagna. Il vastissimo peristilio di questa zona aveva delle colonne su tre lati e mezzo. Lungo i portici si aprono una ventina di stanze col pavimento a nuda roccia: quasi certamente si tratta delle cellette degli schiavi del latifondo (forse alcune centinaia). Ad ovest del complesso della villa è visibile una parte del basamento dell'antico "hortus" (giardino) con- un "criptoportico", rialzato notevolmente rispetto alla Valle del Tevere. In questo giardino, in epoca augustea, fu costruita una grande "esedra" con tre nicchie: qui furono trovate tre sculture di marmo: un Eracle di stile scopadeo e le copie di due celebri ritratti: un Menandro e un Euripide. In questo ambiente è evidente l'intenzione di ricreare l'atmosfera da "Gymnasium", dove all'esercizio fisico si univa quello intellettuale di passeggiare parlando di filosofia, sintesi assai gradita all'aristocrazia romana della tarda repubblica e dell'inizio dell'impero. La Villa si trova all'interno della grande Area di Servizio Feronia-Ovest all'altezza del Casello di Fiano Romano del Raccordo Roma-Nord dell'Autostrada del Sole; è recintata ma in qualche modo visibile dall'esterno. Essa è accessibile anche dalla Via Tiberina all'altezza dell'ingresso di Lucus Feroniae, sito archeologico di cui si consiglia la visita .