Villa Torlonia

villa_torlonia_teatro_delle_fontane

Indirizzo
Piazza Guglielmo Marconi, 6, 00044 Frascati RM, Italia

Villa Torlonia a Frascati, di cui oggi rimane solo il parco ed il teatro d'acqua, fu edificata a partire dalla “vignetta” in cui, nel 1563, il finissimo poeta, traduttore e letterato Annibal Caro, segretario di Alessandro e Ranuccio Farnese, si ritirò per dedicarsi completamente alla traduzione dell'Eneide (che portò a termine prima di morire tre anni dopo).

Il fondo venne poi trasformato in un sontuoso edificio dal cardinale Scipione Borghese, che l'acquistò nel 1607.

Il cardinale incaricò tre noti architetti dell'epoca, Carlo Maderno, Flaminio Ponzio e Giovanni Fontana, di occuparsi anche della realizzazione di nuove fontane nel giardino e dell'acquedotto necessario alla loro alimentazione.

Nel 1621 la tenuta viene acquistata da Ludovico Ludovisi, appena diventato papa Gregorio XV. In quegli anni la villa, ora chiamata Ludovisia, conobbe un periodo di grandiose trasformazioni che interessano sia la struttura dell'edificio che i terreni circostanti. Carlo Maderno, ormai ultrasessantenne, terminò il teatro d'acqua ed il relativo ninfeo. Nel 1680, dopo un paio di passaggi di proprietà, la villa diventò dei Conti, che la conservarono fino alla prima metà dell'Ottocento; fu poi acquistata nel 1841 dai Torlonia.

Il palazzo, raso al suolo dal bombardamento di Frascati l'8 settembre 1943, è stato sostituito da un edificio moderno, tuttora sovrastato dal giardino seicentesco, diventato parco pubblico cittadino nel 1954. Vi si accede risalendo scalinate monumentali in cima alle quali di dipartono più viali alberati che conducono alle varie parti del giardino, ricchissimo di motivi architettonici e di piante. Di spettacolare bellezza il gioco delle acque, che, partendo da una grande peschiera posta a quota più alta, si rincorrono scendendo in vasche degradanti, accompagnate lateralmente da movimentate scalee, e confluiscono con un alto getto nell'ampio bacino posto di fronte al ninfeo. Tutto intorno, regna superba una fitta vegetazione raccolta in folti boschetti nei terrazzamenti superiori e in giardini all'italiana con aiuole a disegni geometrici nei terrazzamenti inferiori.